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Regime CapitalComunista: il comunismo, un antagonista fittizio del capitalismo

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di Sara Palazzotti / 3 Dicembre 2014 / RagionVeduta.it


I grandi capitalisti hanno creato il comunismo: un antagonista fittizio, che crea schiavitù volontaria.

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Karl Marx è stato appositamente finanziato per creare un'ideologia, un movimento, che spingesse le forze reattive verso la schiavitù volontaria. Così è avvenuto, infatti, in tutti i paesi a regime comunista – i più brutali e sanguinari della storia nota, tutti autoritari – tutti caratterizzati dallo sfruttamento dei “lavoratori”.

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Karl Marx non era ateo come si fa credere, e sarà stato molto felice nel ricevere l'incarico manipolatorio, visto il suo odio per il Creatore e il suo disprezzo per gli uomini, in particolare i socialisti di origine operaia che raccontano chiamasse “zucconi”.

Il comunismo, oltre ad essere un'ideologia politica triste di per sé, poiché annienta l'individuo in favore di una massa indistinta cosiddetta “Proletariato”, è anche una truffa, infatti, il “Proletariato” non esiste, è un'idea, un raggruppamento, non è un'entità indipendente, tanto meno è controllata dai proletari. Ci sono, invece, nel comunismo, esistenti e concreti, i “gerarchi comunisti” che reggono una dittatura a “tempo indeterminato” – Marx dice che durerà quanto basta… non precisa quanto – e controllano i mezzi di produzione, con il consenso degli schiavi proletari che, dopo essere stati anche informati dell'importanza del controllo di essi, sono indotti, dallo stesso Marx, a cederne il controllo senziente (e quindi colpevole) alla dittatura proletaria.

Quello che hanno fatto, Marx e il comunismo, è stato indirizzare odio verso i veri antagonisti, in potenza, dei grandi “dittatori capitalisti”: la piccola borghesia emergente, che con tutti i difetti e le incompetenze, crescendo culturalmente, avrebbe potuto mettere a rischio la grande concentrazione di potere dei grandi potentati capitalisti (sempre aspiranti dittatori mondiali). Oggi, non a caso, stiamo assistendo a un revival di Marx (grande amico dei dittatori capitalisti), e si sta ripetendo un processo che ha qualche analogia con quanto accaduto in passato. Ciò nell'interesse dei dittatori capitalisti, che io definisco “CapitalComunisti“, perché la piccola borghesia li stava mettendo in difficoltà. Quello che serviva, ancora una volta, ai dittatori capitalisti era l'aggressione alla piccola borghesia (coloro che non vanno in strada a elemosinare e gridare “lavoro! lavoro! lavoro!” proprio ai grandi dittatori capitalisti) – che oggi tendiamo a chiamare più genericamente “classe media” includendo, giustamente, tutti coloro che sono usciti dalla miseria della classe proletaria (quella che possiede solo figli e manodopera) – con, tra l'altro, grande infelicità dei “comunisti politicanti” che vedono ridurre il loro bacino di utenza – sempre abbastanza incompetente, in media, ma sempre pericolosa, in potenza, per i dittatori capitalisti, soprattutto con un opportuno lavoro di crescita culturale, che tuttavia è stato sempre ostacolato dai  Governi della Repubblica, sempre asserviti ai dittatori CapitalComunisti.

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